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L'Evoluzione dell'Artista

Dalla soffitta dei ricordi al palcoscenico della vita

Mi chiamo Giacomo De Troia e sono pittore professionista. La mia attività artistica ha inizio nel 1990, con anni di sperimentazione personale e di studio accanto ad alcuni maestri della pittura italiana dell'epoca. Nel 1998, il maestro Guerrino Bardeggia di Cattolica diventa il mio mentore, incoraggiandomi a sviluppare un linguaggio pittorico personale.

In quegli anni prende forma la mia personalità artistica, che nel 2004 viene definita "Pittura sul Teatro della Vita" dai Dott. Giuseppe e Teodosio Martucci, in una recensione pubblicata sulla rivista Artecultura di Milano – Brera.

Questa tematica nasceva dal desiderio di tradurre i miei stati d'animo e le mie sensazioni in immagini. I personaggi prendevano vita all'interno di una soffitta, luogo dei ricordi, dove ogni baule aperto trasformava memorie personali in immagini da rappresentare. La soffitta, spesso confusa con un palcoscenico per le assi di legno, diventava il teatro in cui mostrare questi ricordi agli spettatori, dando origine al nome "Teatro della Vita".

I personaggi erano maschere umanizzate: alcuni presentavano un naso a ciliegia, richiamando vagamente un clown, mentre altri indossavano vere e proprie maschere, pur mantenendo tratti e gestualità profondamente umani. Questo equilibrio tra maschera e umanità sottolineava il confine sottile tra identità, memoria e immaginario.

La Maschera
"La Maschera" 76x120 (2010)
Al Varietà
"Al Varietà" 40x50 (2010)
I Menestrelli
"I Menestrelli" 85x85 (2011)

Con il passare degli anni, la soffitta si apre e i ricordi si estendono verso scenari esterni, dove sullo sfondo si intravedono cieli e piccole casette, ampliando lo spazio della memoria e trasformando l'immaginario in paesaggi sospesi tra realtà e sogno. Gradualmente, realtà e segno iniziano a confondersi: i personaggi diventano forme amorfe, burattini dai tratti surreali, talvolta ancora riconoscibili dalla ciliegina al naso, altre volte del tutto assenti, sospesi sempre più tra umano e fantastico.

Il dipinto "L'Uomo di Latta" rappresenta l'emblema di questo crocevia evolutivo. La scena è interamente ambientata nella soffitta, che torna a essere luogo originario e simbolico, ma si articola su più piani, trasformandosi in una metafora del tempo e delle diverse fasi della mia pittura. Nel piano più arretrato compare il personaggio umano con la ciliegina al naso, collocato al centro ma in lontananza, come espressione di un linguaggio pittorico appartenente al passato. Sul lato sinistro, in un piano intermedio, è presente il burattino metamorfico, ancora segnato dalla ciliegina. Nel suo petto si apre una piccola porticina verso l'esterno, simbolo di un passaggio possibile, di un'apertura dalla dimensione intima del ricordo verso il mondo e la realtà. In primo piano, infine, si impone la nuova maschera, con un naso più realistico, espressione di una figura rinnovata, consapevole e ormai distante dall'origine. La soffitta diventa così uno spazio metamorfico e mentale, teatro di una trasformazione continua, in cui convivono passato, transizione e presente.

Il duo speranza
"Il duo speranza" 48x90 (2011)
Memorie di gioco
"Memorie di gioco" 50x70 (2011)
L'Uomo di Latta
"L'Uomo di Latta" 80x90 (2012)

Uscito dalla soffitta, le rappresentazioni oniriche dei ricordi si trasformano in riflessioni sull'attualità. Sentivo sempre più il bisogno di denunciare ciò che accadeva intorno a me. La serie di dipinti che segue rappresenta alcune delle tematiche di denuncia sociale su cui ho concentrato la mia ricerca.

L'Obolo
"L'Obolo" 65x85 (2015)
L'Uomo di Pezze
"L'Uomo di Pezze" 65x85 (2015)
Servilismo
"Servilismo" 65x85 (2016)

Ad esempio, in "L'Obolo" è rappresentata una marionetta che simboleggia l'uomo: una moneta sulla mano allude al prezzo da pagare per ogni scelta. Tuttavia, queste scelte non sono sempre libere, poiché la marionetta è azionata da una chiave, simbolo di come qualcuno possa muovere i fili e condizionare le decisioni altrui.

In "L'Uomo di pezze" il personaggio porta con sé tutte le sue esperienze, siano esse belle, amare o dolorose. Nel dipinto, questo uomo è composto dalle "pezze" del vissuto che ha attraversato. Nonostante tutto, il suo volto è fiero e rivolto in avanti, verso un albero che sta nascendo, immagine di rinascita. A prescindere dalle difficoltà e dal dolore, egli mantiene la speranza e lo sguardo rivolto al futuro.

In "Servilismo", un demone mascherato da donna tiene in mano dei lingotti d'oro, incarnazione del Dio Denaro e del potere. Con il piede piega un burattino, disposto pur di arrivare al denaro a ingoiare perfino la cenere della sigaretta che il Dio Denaro sta fumando.

Boccadirosa

Nel dipinto "Boccadirosa", ispirato all'omonima canzone di Fabrizio De André, affronto e denuncio la violenza e la sottomissione della donna rispetto all'uomo, richiamando il tema dei femminicidi. La figura maschile, con un lingotto d'oro in mano, rappresenta il potere che tenta di possedere il corpo femminile, manifestazione delle dinamiche di sopraffazione e controllo.

Amore Alieno

Alla stessa tematica dei femminicidi e della sottomissione della donna si collega anche "Amore Alieno", in cui ho affrontato il tema in chiave più surrealista e "alienata". Con questo dipinto ho voluto mostrare la crudeltà e la violenza insite in queste relazioni, rappresentando la distanza emotiva e psicologica tra vittima e carnefice attraverso figure deformate e spazi metaforici, amplificando così la drammaticità della denuncia sociale.

Questi tre dipinti appartengono a una serie dedicata agli omaggi, in cui celebro persone, figure e istituzioni che hanno ispirato la mia creatività e il mio sguardo sul mondo. Attraverso l'arte, rendo omaggio al cinema, all'arte, alla moda e all'impegno civile.

Andrea e Nicol
"Andrea e Nicol" 53,5x66 (2020)
Coco
"Coco" 58,5x82 (2020)
Cuori Forti
"Cuori Forti" 74x104 (2020)

"Andrea e Nicol" – Omaggio all'arte e al cinema: a sinistra una figura che richiama Picasso rappresenta l'arte, mentre a destra una figura che ricorda Charlie Chaplin evoca il cinema. I due mondi si incontrano e si uniscono attraverso un delicato fiore, segno di armonia e ispirazione.

"Coco" – Omaggio alla moda, incarnata dalla figura di Coco Chanel, icona di eleganza e creatività, che diventa protagonista di un universo pittorico dove stile e personalità si fondono.

"Cuori Forti" – Omaggio alla Protezione Civile durante il periodo del Covid-19: figure che sorreggono cuori, simbolo del coraggio, della dedizione e della solidarietà di chi ha assistito la comunità in tempi difficili.

Fiat Voluntas Tua
"Fiat Voluntas Tua" 92x130 (2020)
I Custodi della Vita
"I Custodi della Vita" 99x99 (2020)
Leonida
"Leonida" 65,5x76 (2020)

"Fiat Voluntas Tua" – La scena rappresenta un prelato a sinistra che sottomette un paggio, un fedele. Il dipinto esplora il tema del potere e della sua capacità di dominare, mostrando il delicato equilibrio tra autorità, obbedienza e controllo.

"I Custodi della Vita" – Tre figure, dalle sembianze di manichini con volti indefiniti e occhi vuoti, sorvegliano e proteggono una pianta che sta crescendo: la vita. L'assenza di tratti definiti e lo sguardo vuoto evocano l'universalità dei custodi, simbolo di chi protegge la vita senza cercare gloria o riconoscimento, incarnando una forza silenziosa e trascendente.

"Leonida" – La figura femminile richiama il coraggio e la determinazione, sorreggendo da una parte la maschera della commedia greca, evocazione della drammaticità della vita umana, e dall'altra dei fiori, simbolo di speranza e rinascita. La forza necessaria per affrontare le difficoltà è resa evidente dalla presenza di un leone sulle spalle della figura, icona di coraggio e resilienza.

Nel mio percorso porterò sempre con me i temi della vita che mi hanno accompagnato fin dall'inizio. Dalla soffitta dei ricordi, primo palcoscenico dei miei burattini, sono approdato a uno spazio più ampio e universale: il palcoscenico della vita. Qui, oggi, i miei personaggi continuano a essere il linguaggio attraverso cui racconto me stesso, le mie esperienze e le idee che sento il bisogno di esprimere, trasformando la pittura in testimonianza, riflessione e denuncia.

Di seguito presento una serie di dipinti che testimoniano la mia maturità pittorica, frutto di anni di sperimentazione e di un percorso di scoperta di me stesso. Pur esplorando nuove forme, linguaggi e dimensioni espressive, i miei lavori continuano a dialogare con il passato: dai ricordi custoditi nella soffitta, fino al palcoscenico della vita, ogni opera porta con sé un filo che collega ciò che sono stato a ciò che continuo a diventare.

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