Pittura sul Teatro della Vita
Giacomo De Troia possiede ancora la fortuna di appartenere a quella, purtroppo rara, schiera di artisti in cui il linguaggio fiabesco, e meglio, apparentemente tale, serve non per evadere dal duro confronto con la realtà, quanto per coglierla nella drammaticità delle immagini.
Un aspetto espressivo, questo, che risalta con particolare pregnanza nei dipinti in cui la figura del clown diventa il corrente simbolismo in cui risuonano ora con allegria, ora con tristezza, le ironie e le riflessive vicissitudini della vita.
Il tema del clown, specialmente a partire dalla fine ottocento, è stato un soggetto frequente nella pittura contemporanea e spesso la sua interpretazione ha voluto sottolineare una volontà della pittura di andare oltre la mitologia e la celebrazione storica, per incentrare la realtà nella sua dimensione critica e palpitante.
Al contrario nell'opera di De Troia essa diventa il perno visivo e morale di una ricerca in cui la figura clownesca trasmette la sua autentica umanità, senza manierismi. In particolare, in questa diversa “teatralità” del senso, come efficace interpretazione degli equilibri o squilibri della condizione umana. Dipinti come Solo tre chiodi, Danzare, Lucignolo, Il segno sono estremamente indicativi in proposito.
In lavori più recenti il pittore, senza alterare la sua limpida fisionomia espressiva, allarga i suoi orizzonti d'immagine in trame iconograficamente più complesse ed in cui il colore si fa pasta in organici e caleidoscopici richiami che rivelano un sensibile colorismo dell'artista.
In questi dipinti è spesso il mondo della musica con i suoi personaggi a delineare i contorni di una realtà interiore nella quale il momento onirico nasce con forza dalla terra della sua. Nella sua densa pittura l'artista denota l'utilizzo di una sintassi espressiva figurale, ma non convenzionalmente naturalistica. Le composizioni si arricchiscono di affinità luminose neo-surreali, di accentate creature e di possenti soggetti chimerici, espressioni vere di un'intima adesione alla figura e con il suo intuire e mistero d'immagine.
Da queste considerazioni emergono chiaramente come la pittura dell'artista abbia una inconfondibile identità culturale stilistica.
