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Giacomo De Troia

L’Artista

Lucera, 1961

Giacomo De Troia con una delle sue opere

Biografia

Giacomo De Troia

“La grammatica pittorica che egli esprime è pensiero e riflessione, metafora di realtà esistenziale, dialogo continuo con la propria interiorità”

Giacomo De Troia nasce a Lucera nel 1961. Il talento innato, specie nel disegno, inizia molto giovane la sua attività creativa, con terracotta ornamentali, ceramiche, vetrate d'arte.

La necessità quasi biologica di esprimersi tramite il linguaggio artistico sfocia nella pittura. È il veicolo di messaggi diversi, di valori umani oltre l'estetica.

La grammatica pittorica che egli esprime è pensiero e riflessione, metafora di realtà esistenziale, dialogo continuo con la propria interiorità. Enigma del vivere e sul mistero dell'essere.

Filosofia Artistica

Pittura sul Teatro della Vita

Credo che la mia pittura sia un potente mezzo di comunicazione, capace di superare le barriere linguistiche e culturali. Attraverso la mia Arte, invito gli spettatori a riflettere sulla loro esistenza e trovare un pezzo di se stessi. L'obiettivo è quello di creare un ponte tra il mio mondo interiore e l'universo esterno. Ogni tela è un invito a entrare in un viaggio emotivo, un'opportunità per esplorare e comprendere il “teatro della vita”.

Linguaggio Visivo

Stile e Influenze

Giacomo De Troia si distingue per figure stilizzate e composizioni teatrali. Ogni tela è uno spazio abitato da personaggi che recitano la loro parte nel grande palcoscenico della vita.

La critica ha individuato nelle sue opere echi profondi di surrealismo e futurismo.

Utilizza colori acrilici per dare un'impronta decisiva alle sue opere. Le pennellate colorate sono la sua firma.

Protagonisti — dipinto di Giacomo De Troia Circe — dipinto di Giacomo De Troia

Voci della Critica

La Critica

L'archetipo del cameriere giocoso con la profusione di elementi e colori — tutti questi giochi di forme e colori apportano dinamismo all'immagine, e nello stesso tempo rappresentano la routine dei tanti giorni comuni vissuti, i cosiddetti Luoghi Comuni

Prof.ssa Marcela Aiello Critico d'Arte — Francoforte sul Meno, Germania

Echi evidenti dal passato, di surrealismo, futurismo e dell'importante allegria di Fortunato Depero. La sua è una proposta di loisir, sostenuta da tinte luminose, con suggestioni musicali con archetipi alla Braque e di Orfeo

Dott. Teodoro Marasciulo Critico d'Arte — su “Teatro della Vita”

Approfondimenti

Letture Critiche

I testi integrali che critici e studiosi hanno dedicato all'opera di Giacomo De Troia.

Pittura sul Teatro della Vita

Milano, Sala Azzurra — 4-26 Novembre 2004

Giacomo De Troia possiede ancora la fortuna di appartenere a quella, purtroppo rara, schiera di artisti in cui il linguaggio fiabesco, e meglio, apparentemente tale, serve non per evadere dal duro confronto con la realtà, quanto per coglierla nella drammaticità delle immagini.

Un aspetto espressivo, questo, che risalta con particolare pregnanza nei dipinti in cui la figura del clown diventa il corrente simbolismo in cui risuonano ora con allegria, ora con tristezza, le ironie e le riflessive vicissitudini della vita.

Il tema del clown, specialmente a partire dalla fine ottocento, è stato un soggetto frequente nella pittura contemporanea e spesso la sua interpretazione ha voluto sottolineare una volontà della pittura di andare oltre la mitologia e la celebrazione storica, per incentrare la realtà nella sua dimensione critica e palpitante.

Al contrario nell'opera di De Troia essa diventa il perno visivo e morale di una ricerca in cui la figura clownesca trasmette la sua autentica umanità, senza manierismi. In particolare, in questa diversa “teatralità” del senso, come efficace interpretazione degli equilibri o squilibri della condizione umana. Dipinti come Solo tre chiodi, Danzare, Lucignolo, Il segno sono estremamente indicativi in proposito.

In lavori più recenti il pittore, senza alterare la sua limpida fisionomia espressiva, allarga i suoi orizzonti d'immagine in trame iconograficamente più complesse ed in cui il colore si fa pasta in organici e caleidoscopici richiami che rivelano un sensibile colorismo dell'artista.

In questi dipinti è spesso il mondo della musica con i suoi personaggi a delineare i contorni di una realtà interiore nella quale il momento onirico nasce con forza dalla terra della sua. Nella sua densa pittura l'artista denota l'utilizzo di una sintassi espressiva figurale, ma non convenzionalmente naturalistica. Le composizioni si arricchiscono di affinità luminose neo-surreali, di accentate creature e di possenti soggetti chimerici, espressioni vere di un'intima adesione alla figura e con il suo intuire e mistero d'immagine.

Da queste considerazioni emergono chiaramente come la pittura dell'artista abbia una inconfondibile identità culturale stilistica.

Dott. Teodosio Martucci

Critico d'Arte

Nota biografica e critica

Catalogo — La gialla farfalla

Con pennellata sicura e meditata fissa entropicamente sulla tela attimi rimasti nello spessore della memoria e vissuti così intensamente da non essere più riproponibili nello stesso modo con il pennello.

La grammatica pittorica che Giacomo De Troia esprime è pensiero e riflessione, metafora di realtà esistenziali, dialogo continuo con la propria interiorità — enigma del vivere e sul mistero dell'essere.

Frequenta dei corsi per rafforzare il senso della proporzione e per affinare la capacità, di estrema importanza nel mondo pittorico, di destreggiarsi nel sottile “gioco” luce-ombra. Riservato e restio al clamore del pubblico lucerino, prende coscienza delle proprie doti artistiche da continue esperienze ed esperimenti personali e, con ferrea volontà, decide di occuparsi con impegno di pittura, di abbracciare la carriera. Apre il laboratorio artistico denominato “Arte Studio 95”.

Intraprende una serie di viaggi per conoscere artisti di fama ed arricchire il proprio bagaglio pittorico: dalla Pinacoteca Villasoranzo (1997) allo studio del Maestro Guerrino Bardeggia di Gabicce Monte (1999), dal Castello di Montegridolfo a Villa Prati di Bertinoro, dal Palazzetto dell'Arte di Foggia alla Galleria Modigliani di Milano, fino all'EXPO ARTE di New York del 2004 con il Gruppo Galleristi Associati di Ancona.

Dott.ssa Donatella Carraro

Critico d'Arte

Il palcoscenico della vita

Bari, 24 Maggio 2014

Nelle tematiche si evince una particolare cura del soggetto umano che sembra interpretare una scena sul palcoscenico della vita. Una sottesa musicalità, quella musica in cui “L'uomo vive, pensa, crea” (Beethoven).

Una creatività originale, un colorismo acceso, brillante, luminoso che supporta una verve di gioia e, a volte, di grottesco. Un sottile fil-rouge con Chagall. Un teatrino popolare, una fiaba magica, ma anche “maschere” di emozioni.

Il racconto fantastico della fiaba sembra avere il sopravvento sulla realtà o modificarla assecondando l'ispirazione dell'artista ed il suo personale modo di intendere la vita e la pittura.

N.D. Baronessa Elisa Silvatici

Accademico dei Cavalieri di S. Stefano P. e M. — Critico

Cantastorie contemporaneo

Sul “Premio Cattedrale del Volontariato” — 18 Maggio 2025

Giacomo De Troia è un pittore di Lucera che gioca a scacchi con la fantasia della sua vita. Giacomo De Troia potrebbe essere considerato pittore visionario che nei suoi collages d'immagini vuole confondere lo spettatore come in un frullatore. Ma non è così perché Giacomo sviluppa nei suoi quadri-racconti come inviti al lettore di relazionarli tra loro come in un Pasolini.

Le sue composizioni cromatiche potrebbero avvicinarlo al mondo pittorico di Jean Dubuffet, l'artista che aveva compreso la forza della pittura come terapia che il grande artista Marc Chagall, prima di lui, aveva elaborato nel clima del surrealismo. Quindi Giacomo De Troia è un surrealista. Penso non lo sia: Giacomo De Troia è un contemporaneo “cantastorie”.

È bello questo paragone con i cantastorie dell'Ottocento e questo concetto lo troviamo oggi nel quadro creato per il “Premio Cattedrale del Volontariato”. Basta porsi davanti al quadro e lasciarsi andare. Scorrere lo sguardo sulla superficie romantica ed ecco che il racconto ci appare chiaro. Un bellissimo racconto di arte e di vita.

Franco Scepi

Maestro — 18 Maggio 2025

Catalogo

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